Prima che iniziassi a praticare la Mindfulness credevo si trattasse di un’esperienza non adatta al mio stile di vita, avevo sempre immaginato la meditazione come qualcosa che richiede un tempo eccessivo per dare i suoi frutti.
Quando poi iniziai a praticarla mi resi conto di come attivava da subito uno stato di benessere e di aumentata concentrazione.
Mindfulness è la traduzione del termine “sati”, in lingua pāli (che è un linguaggio utilizzato nella pratica del buddismo) e significa essenzialmente “piena consapevolezza mentale”. È una modalità esperienziale che invita a portare l’attenzione, in maniera non giudicante, verso il momento presente ed essere quindi maggiormente presenti nel qui e ora.
Come ben sappiamo la nostra mente tende a vagare trovandoci spesso a rimuginare sul nostro passato o pensare, in modo ossessivo, al nostro futuro.
La pratica della Mindfulness promuove una maggiore presenza mentale nel qui e ora – che vuol dire anche una maggiore presenza fisica, perché, come sappiamo, mente e corpo sono collegati.
La Mindfulness si rifà a principi antichi, millenari, della cultura del buddismo, ma quella che pratichiamo e proponiamo oggi è una vera e propria tecnica psicologica, scevra dalla componente religiosa.
L’inventore della moderna Mindfulness è il biologo molecolare Jon Kabat-Zinn, un medico che, negli anni ’60, per piacere personale, iniziò a seguire un approccio meditativo derivato da un modello di cultura orientale.
Con questi momenti di meditazione capì che i risultati ottenuti rispetto al benessere psico-fisico erano molto elevati e da lì iniziò a pensare di applicare, in una sua clinica medica, questa pratica sia con i suoi pazienti, sia nell’ambito della formazione per i suoi dipendenti.
Come ci fa notare Kabat-Zinn, “noi spendiamo molto tempo facendo dei piani: ci preoccupiamo del futuro e perdiamo tanto tempo pensando al passato. “Chi ha fatto cosa a chi? E perché questo non ha avuto successo? E perché non ha funzionato?”. Ma il momento presente è l’unico momento nel quale tu vivi, ed è l’unico tempo nel quale noi possiamo imparare, esprimere amore, emozione… l’unico momento nel quale noi possiamo essere nel nostro corpo e nel quale possiamo odorare, gustare, toccare, comunicare…
Questo momento è adesso, è il momento presente. Ma questo presente viene ignorato, viene soppresso da tutte le preoccupazioni sul futuro e i ricordi del passato; iniziando a prestare attenzione al nostro corpo e alla nostra mente sarà come riprendere la nostra vita”.
La Mindfulness è una pratica che ormai fa parte dell’esperienza clinica e della promozione del benessere di molte persone. Le richieste oggi di praticare la Mindfulness non arrivano solo da singole persone ma anche dal mondo della scuola e dell’università sia per gli studenti sia per gli insegnanti e anche molte aziende, in Italia, la propongono per i loro dipendenti. La Mindfulness la si può praticare con sedute individuali e/o collettive. Il suo protocollo prevede otto incontri.
MINDFUL EATING
per gestire il comportamento alimentare e la fame nervosa
Mindful Eating è un approccio che ci aiuta a mangiare in modo consapevole e a gestire al meglio il comportamento alimentare.
Mangiare consapevolmente vuol dire riscoprire tutti i sensi legati al nutrirsi ed essere maggiormente presenti alle sensazioni che il mangiare ci trasmette.
Ci ritroviamo spesso a ingerire cibo per consolarci emotivamente, è il caso della fame emotiva o fame nervosa che ci accompagna tutte le volte che abbiamo un sovraccarico emotivo da gestire. In questi casi tendiamo a reagire istintivamente perdendo il contatto con i reali segnali di fame e di sazietà che il corpo ci invia.
È così che ci ritroviamo a mangiare, o ad abbuffarci, in modo inconsapevole; il paradosso di tutto ciò è che spesso nemmeno godiamo a pieno ciò che stiamo mangiando distratti come siamo da pensieri, situazioni o dalla fretta.
Mangiare in modo inconsapevole seguendo l’istinto della fame nervosa è uno dei principali motivi che ci portano ad aumentare di peso.
La maggior parte delle persone che provano a seguire una dieta dichiarano infatti che non riescono ad ottenere i risultati sperati proprio perché continuano a mangiare in modo inconsapevole, è come se si attivasse un “pilota automatico” dentro di noi che agisce d’impulso senza poterlo controllare. Ecco perché è fondamentale, per gestire al meglio il proprio peso corporeo, disattivare il “pilota automatico” e acquisire maggiore consapevolezza sul comportamento alimentare.
Il protocollo della Mindful Eating, che consiste in otto incontri, permette a chi lo pratica, di apprendere un nuovo modo di mangiare, sviluppando maggiore consapevolezza, riuscendo a trovare il cibo più buono e gustoso e trovando soddisfazione e appagamento molto prima del sentirsi “pieni”.
Avrete la possibilità di sviluppare le fondamentali abilità per diventare mangiatori consapevoli e saprete riconoscere il vero senso della fame che si differenzia dalla fame emotiva. Il corso di Mindful Eating lo si può praticare individualmente o in gruppo e prevede otto incontri.
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